valenzano
il nostro paese,
la nostra comunità
Valenzano è un paese della provincia di Bari, distante
meno di 10 Km dal capoluogo, si trova a una altitudine di 86 m s.l.m., i
suoi abitanti risultano essere 15.940 al censimento del 1991.
Per quanto riguarda le notizie storiche, abbiamo scarse
e incerte informazioni riguardo alle sue origini. è certo che il luogo dove è ubicata l'attuale Valenzano fu
abitato in epoca peucetica, come testimoniano le risultanze archeologiche:
sono state rinvenute numerose tombe, contenenti vasellame e suppellettili,
risalenti al IV sec. a.C..
In contrada «La
fitta», inoltre, esiste un «menhir»,
situato al confine tra l'agro di Valenzano e quello di Ceglie.
Sulla formazione dell'attuale centro abitato, non
abbiamo notizie sicure: Padre Bonaventura Da Lama, nella sua Cronaca de' Minori Osservanti Riformati della provincia di S. Nicolò, pubblicata a Lecce nel 1724, sostiene
che Valenzano fu fondata attorno all'anno 845, epoca in cui Bari fu invasa
dai Saraceni, e riconduce il nome del paese a quello del fondatore eponimo,
che sarebbe stato Valentino o Valentiniano.
Sembra di poter inquadrare il sorgere del centro
abitato nel periodo storico definito dal ritorno della Puglia nell'orbita di
Bisanzio (a partire dal secolo IX) e dalla permanenza del dominio bizantino
per due secoli: la stabilità politica della regione consentì un
miglioramento della situazione economica, relativamente all'incremento dei
traffici e degli scambi (in particolare con l'Oriente) e allo sviluppo
dell'agricoltura. Il conseguente incremento demografico diede luogo a una
espansione di carattere anche urbano.
Nel sito in cui sorse l'antico borgo di Valenzano,
esistevano le condizioni ottimali per la nascita di un nuovo centro abitato:
intorno al secolo XI, in località Cuti, fu eretta dai Benedettini l'abbazia
di Ognissanti, che molto probabilmente fungeva da polo d'attrazione; in più
il luogo si trovava sulla via che, seguendo un percorso parallelo alla via
Traiana, proveniva da Egnazia, passava per Norba e Noja e proseguiva per
Ceglie, quindi chi avesse avuto intenzione di colonizzare quelle terre aveva
a disposizione il supporto di una viabilità collaudata; inoltre il posto
era sorvegliato da una torre di avvistamento, che consentiva di controllare
l'intera area circostante; infine il luogo è caratterizzato dalla presenza
di due compluvi naturali: il torrente detto Valenzano e il torrente detto
Montrone.
Dal secolo XII al XIX vari feudatari si succedettero
nel reggimento di Valenzano:
un periodo che ha avuto una particolare importanza nella definizione
della fisionomia del feudo di Valenzano è quello segnato dal dominio della
famiglia Carafa e poi della famiglia Furietti, dal secolo XV agli inizi del
XVIII. Nel
1595 fu edificata l'odierna chiesa di San Rocco. Durante il secolo XVII Valenzano fu più
volte colpita dalla peste.
Nel 1606 (sotto il dominio della famiglia Furietti) si
iniziò a costruire la chiesa di S. Maria di S. Luca e l'annesso convento
dei Padri Riformati. Nel 1774 fu innalzato il campanile. I Padri Riformati
rimasero nel convento fino alla soppressione, decretata nel 1866 dallo Stato
italiano, che cedette l'edificio al Comune. I Francescani sono ritornati nel
convento nel 1946.
Sotto il dominio dei Furietti sorse anche il monastero
di S. Maria di Loreto, costruito nel 1654, nel luogo ove sorgeva la cappella
di S. Lorenzo, per volere di Maddalena Acquaviva, vedova di Lanfranco I
Furietti: il monastero ospitò le monache dell'Ordine Cistercense fino alla
soppressione del 1866, anno in cui divenne proprietà comunale. Fu sede del
Municipio fino alla demolizione, eseguita nel 1966.
Fu in periodo napoleonico che il Comune ottenne
l’affrancamento dagli obblighi feudali. In seguito, il paese fu coinvolto
dai moti risorgimentali, ma dopo l’unificazione conobbe un periodo di
stagnazione della vita civile.
Valenzano fu interessata dal fenomeno dell'emigrazione
a partire dalla fine dell'Ottocento fino agli anni Cinquanta e Sessanta del
nostro secolo: il processo si è attenuato verso gli anni Settanta.
La meta più frequente degli emigranti era
rappresentata dagli Stati Uniti d'America fino agli anni Venti, poi i
valenzanesi in cerca di lavoro preferirono trasferirsi nell'America del Sud,
in particolare in Venezuela, sia perché a partire dalla crisi del ’29 gli
Stati Uniti adottarono una politica restrittiva nei confronti
dell’immigrazione, sia perché le strutture socio-economiche degli Stati
Uniti richiedevano un certo grado di specializzazione da parte degli
immigrati, mentre in Venezuela poté indirizzarsi un flusso di manodopera
non specializzata.
A partire dal 1978 è aumentato il numero dei residenti
non nativi, costituiti, in maggioranza, da nuclei familiari di recente
formazione che, da Bari, vengono a cercare casa a Valenzano, trovando in
loco una maggiore convenienza sotto il profilo economico: questo fatto,
congiuntamente al calo dell'emigrazione, ha prodotto un consistente
incremento demografico, con un conseguente sviluppo edilizio spesso non
controllato. D'altro canto, la stessa città di Bari è soggetta a fenomeni
di congestione e di crescita disordinata: il rischio è che la periferia del
capoluogo fagociti Valenzano, riducendola ad un «quartiere-dormitorio».
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