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Chiedi chi erano quelli di Lercio.it

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Con Davide Paolino e Adelmo Monachese, autori del Lercio.it, ci aspettavamo una serata piena di risate a suon di notizie assurde ma incredibilmente verosimili e commenti surreali postati sui social network da creduloni e ingenui del villaggio globale, comici mancati, complottisti e guerrafondai.

Ciò che non ci aspettavamo nel primo appuntamento col Web e le sue scritture, forse, era partire dalle impossibili cronache del Lercio.it per esaminare un modus operandi dell’informazione online che, a ben guardare, assomiglia più allo strillone made in Usa anni ’20 che ad un paio di occhiali ben inforcati per guardare meglio cosa accade là fuori.

La realtà supera la fantasia, a volte. Forse un giorno racconteremo ai nostri figli che la realtà sa anche superare il Lercio.it. Perché guai a chiamarle semplicemente bufale: gli autori del Lercio.it destrutturano trama e personaggi del racconto giornalistico per trasformare archetipi e cliché narrativi in fatti paradossali: in topi che mangiano gatti, come recitava un noto adagio in voga fra i giornalisti, o in omicidi rei confessi assolti perché nel loro computer non è stata rinvenuta alcuna immagine pornografica, per citare lo stesso Lercio.it.

Il Lercio non è una fabbrica di menzogne a buon mercato da diffondere sul web ma una lente d’ingrandimento sull’affamata ricerca di click dell’informazione online, pronta a tutto pur di ammaliare l’utente Facebook scroller-dipendente e condurlo nel porto sicuro di una pagina web esterna. Chissà se il giornalista del Gazzettino che ha titolato “Gabbiano piomba su turista e le divora mezzo panino” la notizia dell’inaspettato spuntino del volatile a scapito di un distratto viaggiatore fra le calli veneziane fosse fan di Alfred Hitchcock oppure, immedesimatosi nell’animale, avesse trovato una grandiosa metafora per spiegare il suo famelico approccio al lettore.

(foto Paola Gaudio)

 

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