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archivio - 12 marzo 2006"Diamo voce alla pace"
La giornata è stata promossa con un appello sottoscritto
da centinaia di associazioni della società civile e di enti locali di ogni
parte del paese, nel quale fra l’altro si legge come è “urgente un
cambio di mentalità e una più ampia assunzione di responsabilità. Sono in
gioco i nostri fondamentali diritti. La promozione di un’informazione e
una comunicazione di pace, lo sviluppo di un ruolo positivo dei media nella
costruzione di una cultura politica di pace dell’Italia è una
responsabilità di tutti e di ciascuno”. Perché “ogni volta che si
nasconde o si rovescia la verità, che si oscura una manifestazione, o un
progetto di pace, che si privilegiano gli interessi di una parte anziché il
bene comune si compie un grave attentato alla pace”. Tante le iniziative svoltesi in tutt’Italia, alle quali ha partecipato l’Arci: dibattiti incontri, seminari, attività culturali dal Nord al Sud del paese. Fra queste iniziative, l’evento “La pace è un cammino”, curato dall’associazione l’ARCIpelago, circolo Arci di Valenzano, dal Comitato Territoriale Arci di Bari e dal “Centro Teseo – Creatività tra Arte e Scienza”: una manifestazione di quattro giorni dedicata alla costruzione sul territorio della cultura della pace, che si è tenuta all’interno del Castello Baronale Martucci (a Valenzano in piazza Padreterno) dal 7 al 10 di marzo. Per tutti e quattro i giorni, sono state esposte due mostre fotografiche di Emergency (“La guerra com’è” e “Prima le donne e i bambini”): un modo di far conoscere attraverso le immagini la realtà quotidiana di paesi e di persone colpiti dalla guerra. Martedì 7 marzo, si è svolta la presentazione del romanzo “Il cembalo di Caira”, di Biagio Saracino (Barbieri editore): un romanzo che percorre un periodo che va da prima della seconda guerra mondiale e accompagna la crescita della nostra nazione sino a fine millennio. Fulcro della storia è la donna e la sua voglia di riscatto e di affermazione. Il romanzo fa riflettere sulle sofferenze che una guerra comporta e che in questo caso ci ha riguardato molto da vicino. Sono intervenuti, insieme all’autore, Federico Pirro, giornalista, Francesco Calè, presidente circolo l’ARCIpelago, e Rosa Capozzi, Segretario Generale “Centro Teseo”. Venerdì 10 marzo, è stato presentato il libro “Il male invisibile sempre più visibile” (Odradek editore), curato dal Comitato “Scienziate e scienziati contro la guerra”: una pubblicazione che analizza le conseguenze dei conflitti non solo nelle società direttamente colpite (ex Jugoslavia, Iraq), ma anche in quelle che ospitano gli arsenali delle nuove guerre, come l’Italia. Un libro che è una denuncia ragionata e argomentata contro l’ingiustizia della guerra. La guerra – definita vero e proprio tumore sociale – genera tumori reali sia nelle società che subiscono direttamente le sue conseguenze (casi della ex Jugoslavia e dell’Iraq) che in quelle che “ospitano” basi militari e macchine belligeranti (caso dell’Italia). Sono intervenuti Chiara Cavallaro, ricercatrice Cnr e componente delle “Scienziate e scienziati contro la guerra”, Pippo Sapio, di Emergency Bari e Alessandro Cobianchi, presidente regionale Arci Puglia. L’evento si è inserito all’interno della serie di incontri letterari che compongono il percorso di “OrizzonteLibri”: un progetto elaborato dall’associazione l’ARCIpelago, circolo ARCI di Valenzano, e sostenuto dal Comitato Territoriale ARCI di Bari, con lo scopo di stimolare il piacere della lettura, riscoprire l'abitudine all'approccio al testo scritto, rivalutare il ruolo della cultura della parola e del discorso.
Di seguito, una breve galleria fotografica dell'evento. Clicca sull'immagine per ingrandirla
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