archivio - 10 aprile 2003
Sconfiggere neocolonialismo e
illegalità
da l'Unità:
Pacifisti vil razza dannata. Altro che manifestazione e vessilli
arcobaleno per le strade della capitale ora «sventolate bandiera bianca».
E se proprio volete tornare in piazza, «manifestate per l'avvenuta
liberazione dell'Iraq». Se non farete questo dimostrerete che il vostro
pacifismo è merce avvelenata, le vostre manifestazioni «sono ideologiche,
senza senso, animate da livore antiamericano». Scarichiamo addosso a Tom
Benetollo, presidente dell'Arci e infaticabile organizzatore della
manifestazione nazionale per la pace di sabato prossimo, una parte degli
improperi che la destra anche ieri ha dedicato al movimento pacifista.
Benetollo, le risparmiamo solo l'accusa di essere un
sostenitore di Saddam.
«Grazie»
Baghad è caduta, il regime iracheno è allo sfascio,
Saddam in fuga, quindi la manifestazione di sabato è inutile.
«La manifestazione si farà e sarà grande, partecipata e viva. I
guerrafondai di casa nostra, gli appassionati di war-games, i rambo in
pantofole stiano tranquilli. Sabato il movimento pacifista darà un'altra
grande prova di coesione e di forza. Ma c'è di più».
Prego.
«I primi ad essere soddisfatti per la caduta del regime dittatoriale
di Saddam Hussein siamo noi pacifisti. E ne abbiamo più diritto degli
altri. Perché da sempre siamo amici del popolo curdo, ne abbiamo sostenuto
le battaglie per la libertà quando molti guardavano altrove. Non abbiamo
aspettato che cadessero le statue per denunciare lo sterminio di quel popolo
ad opera di Saddam. Quando nel 1988 il regime iracheno fece strage dei curdi
con i gas, era alleato proprio di quelli che oggi tirano giù le statue. E'
bene ricordarlo. Ciò detto noi saremo in piazza perché la guerra non è
finita, e non solo perché lo dice Bush, ma perché stabilizzare l'Iraq è
una impresa molto difficile che dovrà fare i conti con tante cose. L'idea
esclusivamente coloniale che ha Bush non porterà nulla di buono.
L'amministrazione americana pensa di avere a disposizione le strutture, il
popolo, le risorse dell'Iraq: questa è una idea coloniale. Noi saremo in
piazza perché questa guerra era e rimane illegale».
Gli Usa dicono che l'Iraq tornerà agli iracheni...
«L'amministrazione Bush pensa di ricostruire l'Iraq utilizzando le
risorse del sottosuolo affidando poi la ricostruzione ad imprese
statunitensi. C'è già una lista bella e pronta».
Le scene di Baghdad in festa indurranno chi era contro
la guerra a giudicare inutile la manifestazione di sabato?
«No, sabato Roma vivrà una giornata importante, la manifestazione
sarà grande. Perché questa è la prima manifestazione nazionale che sia
mai stata fatta in una situazione del genere. Mentre il 15 febbraio abbiamo
raccolto il frutto del lavoro di sei mesi, teso all'obiettivo di far sì che
la guerra non scoppiasse e ad isolare chi voleva farla, a sostenere l'Onu e
i governi che dimostravano senso di responsabilità, e soprattutto teso a
dimostrare che lo scontro di civiltà poteva essere affrontato solo
attraverso una fortissima immissione di cittadinanza».
In queste settimane di guerra il movimento pacifista
è stato oggetto di una massiccia offensiva mediatica, culturale,
giornalistica. Insomma: ve ne hanno dette di tutti i colori.
«Nonostante la loro aggressività, la loro propaganda risulta che il
70 per cento degli italiani è contro questa guerra e di questi, l'80 per
cento è contro qualsiasi guerra. Bel risultato».
I vostri avversari, però, confidano nel fatto che
finita la guerra - o quasi - finisca anche il movimento pacifista.
«Si tratta di una pia illusione, perché quello che si è seminato
in queste settimane di cultura della pace è un bene inestimabile, che va al
di là di certo cinismo imperante, è un avanzamento culturale di civiltà
straordinario. Non è certo la vittoria militare che può sgominare questa
cultura. Tante volte il movimento per la pace è stato dato per morto e
sepolto. Così non è, perché il movimento vive di solidarietà, ed è la
parte meno visibile ma più importante della nostra attività. Sabato ci sarà
una manifestazione in cui emergerà in modo molto forte la dignità della
cittadinanza».
Vale a dire?
«Sabato verranno a Roma cittadini liberi, che sono convinti di
quello che fanno. Che hanno esposto le loro bandiere della pace
spontaneamente. Mentre stando nella logica della illegalità e della guerra
preventiva si torna ad essere sudditi».
Ci sono problemi in mezzo a voi, qualcuno dice che non
basta sfilare.
«Ed è vero, ora bisogna aiutare le vittime della guerra, gli
iracheni ridotti alla fame, senza ospedali, senza medicine, con città
spianate dai bombardamenti. Dove sono gli aiuti umanitari? In che modo si
sta esprimendo la solidarietà dell'Occidente verso gli iracheni? No, la
guerra non è un gioco, i bombardamenti uccidono civili e militari. Il
movimento pacifista è solidale con tutte le vittime. Ne condivide dolori e
sofferenze. Senza distinzione di bandiere».
Enrico Fierro
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