archivio - 27 marzo 2003
Chi fa la guerra non va lasciato in
pace!
Sono cadute le illusioni di chi confidava in una guerra lampo e
“pulita”. Questa è una guerra lunga, cruenta, devastatrice, che già
oggi produce nuovi conflitti nell'area, in tutto il Medio Oriente, nelle
società con la crescita dell'intolleranza, dell'odio etnico e religioso,
del razzismo e dell'insicurezza.
Di fronte a questa tragedia, confermiamo il nostro obiettivo: fermare la
guerra, subito.
Ci affianchiamo nella richiesta e aderiamo alla Campagna internazionale di
convocazione straordinaria dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite perché
condanni l'aggressione di Bush e dei suoi alleati.
Allo stesso modo, in Italia faremo il possibile per condannare e isolare il
Governo che ogni giorno aumenta l'impegno del nostro paese nella guerra con
atti concreti, come l'espulsione dei diplomatici iracheni su richiesta del
governo Usa. E mentre partecipa di fatto alla guerra, il Governo si rifiuta
di ottemperare ai suoi doveri di accoglienza verso i profughi di guerra.
Noi continueremo a fare il possibile perché il nostro paese prosegua nella
rivolta morale e civile contro la guerra e la sua logica.
Faremo il possibile perché si esprima la più grande solidarietà con le
vittime della guerra e con i profughi di guerra, on una campagna permanente
per il diritto d'asilo ai profughi, contro il razzismo, per i diritti di
cittadinanza.
Faremo il possibile perché i cittadini non rimangano utenti passivi
dell'informazione spettacolo di guerra, ma abbiano dati e strumenti per
comprendere e giudicare i fatti, le cause, le conseguenze e le responsabilità
di questa guerra.
Lanciamo un appello perché prosegua e si estenda la mobilitazione diffusa,
capillare, spontanea e articolata che in maniera straordinaria si è diffusa
in tutta Italia in questi primi giorni di guerra.
Nelle prossime settimane la mobilitazione contro la guerra si articolerà in
campagne permanenti da tradurre in azioni concrete: contro la guerra, per
l’isolamento del governo degli Stati uniti e dei suoi alleati; contro la
partecipazione italiana alla guerra voluta dal governo; contro l’uso delle
basi, delle infrastrutture e dello spazio aereo per la guerra, contro le
multinazionali di guerra; contro l’economia armata, la produzione armata e
il commercio delle armi; per la solidarietà alle vittime di guerra e alla
società civile irachena; per il diritto d’asilo ai profughi, contro il
razzismo, per i diritti di cittadinanza; per i diritti del popolo
palestinese e del popolo curdo.
Alcune delle mobilitazioni già decise si svolgeranno SABATO 29 MARZO:
GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE DIFFUSA "FERMIAMO LA MACCHINA DELLA
GUERRA"
Nella giornata, a conclusione di una settimana di mobilitazione contro la
guerra, si realizzeranno iniziative decentrate:
- contro il Governo della guerra;
- contro l'uso delle basi, dello spazio aereo e delle infrastrutture per la
guerra
- contro l'informazione di guerra
- contro le multinazionali della guerra
- contro l'economia armata
- contro il razzismo di guerra.
Altre informazioni su www.fermiamolaguerra.it
Comitato Fermiamo la guerra!
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